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Favola

 

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Il lupo tirò la funicella e subito l'uscio si spalancò. In quattro e quattr'otto quel brutto manigoldo saltò addosso alla povera vecchia e, digiuno com'era da tre giorni, se la mangiò in un boccone. Poi chiuse la porta e, dopo aver messo la vestaglia della nonna, i suoi occhiali e la sua cuffia, si mise nel letto ad aspettare Cappuccetto Rosso. Dopo poco infatti la bambina arrivò, e bussò alla porta.
Tòc... tòc...
Chi è? — domandò il lupo sforzandosi di imitare la voce della nonnina.
Cappuccetto rosso, al sentire il vocione del lupo, da principio ebbe paura. Ma poi, pensando che la nonna dovesse essere raffreddata, si rassicurò e rispose:
— Sono io, Cappuccetto rosso, con un cestino colmo di pagnotte e marmellata e burro, che la mamma ed io vogliamo regalarti.
Il lupo sempre cercando di fare una vocina dolce, le gridò dal letto:
— Tira il saliscendi e la porta si aprirà —
Subito Cappuccetto Rosso tirò la funicella; il chiavistello si alzò e l'uscio si aprì. Vedendola entrare così vispa e carina, il lupo si rannicchiò sotto le lenzuola per non farsi vedere e disse:
— Metti il cestino sul tavolo in cucina, poi vieni qui vicino a me a tenermi un po' compagnia —
Cappuccetto rosso ubbidiente si mise a letto e si avvicinò al lupo travestito; subito però si meravigliò dello strano aspetto della nonna e disse:
— O nonna!... Che braccia lunghe che hai!
— Sono per abbracciarti meglio, bambina cara.
— O nonna!... Come sono lunghe le tue gambe!
— Sono per correr meglio, bambina cara.
— O nonna!... Che orecchie grandi hai!...
— Sono per sentire meglio la tua vocina, nipotina cara.
— O nonna!... Che occhioni grandi hai! ...
— Sono per vederti meglio, bambina cara.
— O nonna!... Che denti lunghi che hai!...
— Sono per mangiarti meglio!
E così dicendo quel malvagio di un lupo si lanciò addosso a Cappuccetto rosso e  se la mangiò in un sol boccone.
Poi soddisfatto tornò nel letto della nonna e si addormentò beato.
Per fortuna un bravo cacciatore che stava frattanto tornando a casa, scorse l'uscio socchiuso della casetta della nonna, entrò e, vedendo il lupo cattivo addormentato a letto, con la pancia gonfia, lo prese, lo legò saldamente e con il coltellaccio gli aprì il pancione, liberando Cappuccetto Rosso e la nonna che si videro così salve e poterono abbracciarsi felici.
La loro brutta avventura era terminata. La pelle del lupo cattivo rimase nella casa della nonna, che ne fece uno splendido manto. Cappuccetto Rosso invece aveva capito quali pericoli possono nascondersi negli estranei, e da quel giorno imparò a non dar più fiducia agli sconosciuti.



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