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Racconto di Patrizia Ambrosini



C'era una volta un cacciatore che, tornando da caccia, decise di passare a trovare la nonna che era ammalata.
Spesso passava di lì, gli piaceva scambiare quattro chiacchiere con quella vecchietta deliziosa e assaggiare quei buonissimi biscotti e focacce che la nipotina gli portava ogni giorno.
La nonna abitava nel bosco sotto le tre grosse querce, e quando arrivò busso alla porta.
TOC...TOC...”nonna apri sono io il cacciatore”
dalla casa nessuna risposta.
Provò di nuovo:TOC...TOC... TOC...TOC....!! niente.
“Forse è un po' sorda e non sente” pensò il cacciatore.
TOC...TOC....TOC...TOC... ancora niente..
Allora il cacciatore vide che il saliscendi della porta era aperto ed entrò.
Da dentro arrivò un rumore sordo e fastidioso, come un grugnito e arrivava dal piano di sopra proprio dalla camera da letto della nonna.
Il cacciatore salì le scale e si precipitò in camera...e cosa vide?
Il lupo travestito da “nonna” che dormiva e russava beatamente nel letto.
Stava per puntare il fucile, quando vide che la pancia del lupo era gonfia e subito il cacciatore capì che si era mangiato la nonna.
Così non sparò, ma prese un paio di forbici e aprì la pancia del lupo addormentato. Dopo due tagli vide brillare il Cappuccetto rosso della bambina e dopo altri due la bambina saltò fuori gridando:”Che paura ho avuto! Era così buio nella pancia del lupo”! Poi venne fuori anche la nonna.
Il cacciatore andò a prendere dei sassi grossi con cui riempì il ventre del lupo; quando si svegliò fece per correre via, ma i sassi erano così pesanti che subito cadde a terra e morì.


Quello fu il giorno più brutto per il lupo.
Aveva una gran fame, non era riuscito a trovare nessuna preda e quelle poche che aveva cercato di prendere gli erano sfuggite tra le zampe, perfino un piccolo minuscolo topolino era riuscito a scappare...
Vagava senza meta per il bosco, annoiato e arrabbiato e non c'era di peggio che incontrare un lupo annoiato e arrabbiato. Quando è così diventa molto cattivo, ma di una cattiveria gentile, che riesce a far credere qualunque cosa alle sue prede.
Gli animali del bosco lo sapevano bene, perciò quando lui era nei paraggi non uscivano dalle loro tane, finchè il lupo rassegnato se ne andava altrove.
Era accovacciato beatamente sotto un albero quando gli parve di sentire un lieve fruscio, si raddrizzò sulle zampe e si mise in ascolto. No!...No!..quello non era un fruscio, erano passi leggeri e delicati; e quel profumo...sicuramente di bambina, ma anche di qualcos'altro.
Annusò e annusò! Si, c'era una bambina lì vicino, ma c'era anche un altro profumo che gli fece venire l'acquolina in bocca..
Il lupo annusò ancora; all'improvviso capì tutto.
Cappuccetto Rosso camminava tranquilla quando vide uscire da dietro un albero il lupo.
Non sapeva che fosse una bestia cattiva e non ebbe paura.
“Buon giorno, Cappuccetto Rosso” disse il lupo
“Buon giorno lupo”
“Dove vai Cappuccetto Rosso?”
“Dalla nonna”
“Che cos'hai nel cestino?”
“ Biscotti e focaccia”
“Dove abita la tua nonna, Cappuccetto Rosso?”
“A un buon quarto d'ora da qui, nel bosco, sotto le tre grosse querce; là c'è la sua casa”disse Cappuccetto Rosso.
Il lupo pensò fra sé: ”Questa bimba è un buon boccone prelibato, devo fare in modo di acchiapparla.”
fece un pezzetto di strada con Cappuccetto Rosso, poi disse:
“Guarda un po’ quanti bei fiori ci sono nel bosco, Cappuccetto Rosso: perchè non ti guardi attorno? Credo che tu non senta neppure come cantano dolcemente gli uccellini! Te ne stai tutta seria come se andassi a scuola, ed è così allegro il bosco”.
Il lupo lasciò cappuccetto Rosso e in gran fretta andò dritto alla casa della nonna e bussò alla porta. TOC...TOC...
“Chi è ?”
“Cappuccetto Rosso, ti porto i biscotti e la focaccia...aprimi!!”
“Non hai che da alzare il saliscendi” gridò la nonna
“Io sono troppo debole e non posso alzarmi”
il lupo alzò il saliscendi, entrò e senza dir nulla andò dritto al letto della nonna e la inghiottì. Poi indossò i suoi vestiti e la cuffia, si coricò nel letto e tirò le tendine.

Una volta la nonna regalò alla sua bella nipotina un cappuccetto Rosso e, poiché le donava tanto, ed ella non voleva indossare altro, la chiamarono sempre cappuccetto rosso.
Quel giorno mentre era nel giardino di casa a giocare la mamma la chiamò: “Cappuccetto Rosso, Cappuccetto Rosso, presto vieni qui!”
Cappuccetto Rosso si precipitò dalla mamma :”eccomi” disse.
“Cappuccetto Rosso prendi il cestino con i biscotti e la focaccia e portali alla nonna che è debole e malata e con questo si ristorerà”
“Sii gentile e salutala per me..... cammina sul sentiero del bosco e non abbandonarlo mai, non parlare con gli sconosciuti, tira dritto fino alla casa della nonna senza fermarti mai!! mi raccomando il bosco è molto pericoloso!! sii ubbidiente bambina mia “ disse la mamma.
Cappuccetto Rosso dopo aver incontrato il lupo girò per il bosco e alzando gli occhi vide i raggi del sole filtrare attraverso gli alberi, e tutt'intorno pieno di bei fiori, pensò:” Se porto alla nonna un mazzo di fiori, le farà piacere; è così presto che arrivo ancora in tempo. E corse nel bosco in cerca di fiori.
E quando ne aveva colto uno credeva che più in là ce ne fosse uno ancora più bello, correva lì e così si addentrava sempre più nel bosco, e quando ne ebbe raccolti tanti, si ricordò della nonna e si mise in cammino per andare da lei.
Quando giunse alla casa della nonna si meravigliò che la porta fosse spalancata e, entrando in camera da letto, ebbe un'impressione così strana che pensò:
“Oh! Mio dio! Che paura oggi! E dire che sto volentieri con la nonna!”
si avvicinò al letto e scostò le tendine: la nonna era coricata con la cuffia abbassata sulla faccia, e aveva un aspetto strano.
“Oh! Nonna che orecchie grandi che hai!”
“Per sentirti meglio”
“Oh! Nonna che occhi grossi che hai!”
“Per vederti meglio”
“Oh! Nonna che mani grandi che hai!”
“Per afferrarti meglio!”
“Oh! Nonna ma che bocca spaventosa!!”
E come ebbe detto queste parole, il lupo balzò dal letto e ingoiò Cappuccetto Rosso.

La mamma di cappuccetto Rosso era molto preoccupata!
Era quasi sera e lei non era ancora tornata dalla nonna
“Voi vedere che ha disubbidito e ha perso il sentiero nel bosco!”
pensò angosciata
“Quella bambina non vuole mai sentire i miei consigli, fa sempre di testa sua, e poi si mette nei guai!
Ma questa volta no!!! quando arriva sentirà una bella sgridata e la metterò in castigo per una settimana!”


Erano contenti tutti e tre: il cacciatore prese la pelle del lupo, la nonna mangiò i biscotti e la focaccia che le aveva portato Cappuccetto Rosso; e Cappuccetto Rosso pensava tra sé: ”Mai più correrai sola nel bosco, lontano dal sentiero, quando la mamma te l'ha proibito.”



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