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Racconto di Patrizia Ambrosini

A Carnevale, si sa, le maschere entrano in scena....
beh! Non si sa mai cosa ci aspetta...salti, capriole, risate,allegria....insomma una sorpresa dopo l'altra...
e allora ecco una storia buffa.....

RE CARNEVALE

Re Carnevale era un sovrano forte e potente, governava un vasto regno con saggezza e giustizia.
Come tutti i Re che si rispettano era vestito regalmente, con un ampio mantello colorato e rigonfio, con scarpe e corona d'oro con scettro e rubino vero, rosso e splendente,screziato e luminoso e diamanti. Al collo.....invece di una catena d'oro, una catena di...SALAMINI che gli arrivava fino alla pancia.

Eh. Si, la cosa che preferiva fare in assoluto era MANGIARE.
Così il Re Carnevale si chiudeva in cucina e lì rimaneva nascosto a mangiare chili di pastasciutta, montagne di frittelle, biscotti, caramelle, torte, e beveva litri e litri di aranciata.
Ma un giorno, era sabato di Carnevale, si abbuffò talmente tanto che cominciò a sentirsi male.
Grasso come un pallone, il volto paonazzo e il ventre gonfio, credeva che stava per morire.
Chiamò i suoi servi per farsi portare in camera da letto, ma era talmente grosso che non riusciva a passare dalle porte.
“Presto...!!” chiamate qualcuno che allarghi le porte e chiamate anche il Dottore” urlò Re Carnevale più morto che vivo.
“Ahimè come farò a partecipare al corteo di Carnevale? Oh! Povero me come sto male” gemeva il Re.
Stentarello, il tutto fare di corte, dal naso prominente e molto chiacchierone, uscì da palazzo e saltando di qua e di là gridava:”Il Re Carnevale, sta male, ha mangiato troppo, sta per morire, occorre un dottore, chiamate subito un dottore!!”
La piazza davanti al palazzo era gremita di maschere arrivate da ogni dove per il grande corteo di Carnevale presieduto da sua eccellenza illustrissima RE Carnevale.
Le urla di Stenterello fecero zittire le maschere, nella piazza cadde il silenzio: poi qualcuno disse: “Senza Re Carnevale, non ci sarà nessun corteo, quest'anno il Carnevale non ci sarà!!”
“Ma come! non è possibile “
“che qualcuno chiami un dottore!!”
Arlecchino e Brighella erano tra la folla venuti anche loro da Bergamo per il grande Corteo di Carnevale.
“Senti il mio stomaco come brontola dalla fame.”disse Brighella
“Io sono tre giorni che non mangio la mia pancia vuota, anzi vuotissima” replicò Arlecchino
“Senti senti!! ...il Re Carnevale sta male” disse Brighella
E Arlecchino “Come sta male! Che gli è successo?”
”Ha mangiato troppo, forse sta per morire”parlò una maschere giunta per l'occasione.
“Deve essere proprio bello morire per aver Mangiato Troppo!!” disse Brighella
“Sempre meglio che morire con la pancia vuota” aggiunse Arlecchino pensieroso,
“Senti un po' Brighella mi è venuta in mente un'idea: facciamo finta di essere L'infermiere e il dottore, così entriamo a palazzo, troviamo le cucine e riempiamo un po' questa pancia che non vede cibo da giorni”
“Ma noi non siamo né Infermieri né dottori !!” disse Brighella
“Chi se ne importa, qualcosa inventeremo, basta entrare, sederci a una bella tavola imbandita e mangiare, mangiare, mangiare” disse Arlecchino.
Così, nella gran confusione Arlecchino e Brighella entrarono nel palazzo di Re Carnevale.
“Scusate buon uomo” rivolo a Stenterello
“Sono il dottore” Disse Arlecchino
“E questo è il mio infermiere”
Vogliamo vedere subito l'ammalato “
“presto il tempo è prezioso in questi casi” disse Brighella
Stenterello li condusse nelle cucine del palazzo.
“Guarda che bendi Dio “ disse Arlecchino sottovoce
“Maccheroni, torte, caramelle, cosciotti, salamini, salsicce.... pancia mia tra poco ti accontento “ disse tra se'
Arrivarono alle cucine dove il re Carnevale disteso sul tavolo gemeva e si lamentava.
“E' grave!” disse Stenterello
“ Non so, ma sembra di sì “
Brighella si avvicinò con aria solenne all'ammalato.
“Si, si, sta per morire, ne ho visti tanti come lui e sono tutti morti! Mangiare, mangiare, Mangiare, prima o poi si scoppia”
Re Carnevale aprì un occhio e smise di lamentarsi”
“Cosa avete detto!! Morire....mangiare....!! ma non siete il dottore che mi deve guarire?”
“No, non io ma lui è il dottore “ disse Brighella indicando Arlecchino
Arlecchino si avvicinò a Re Carnevale :”Questo est il paziente, l'ammalato,l'uomo dalla salute cagionevole?
“Si eccellenza “ disse Stenterello
“Volete che gli parli in italiano, in dialetto Bergamasco, o in latino latinorum?”
“Ma !..veramente...io” disse Stenterello agitato.
“Desiderate che io scriva, parli,danzi, faccia smorfie, balbetti? Posso scegliere il linguaggio che più vi aggrada perchè io sono dottissimo, ho studiato all'Accademia degli Asinelli all' Univesità dei merli, alla Grande Scuola dei Pomodori ripieni. Io sono Laureato in , Altezza,Lunghezza, Larghezza. Io sono il Grande Dottore un magno Dottorem. Toh a proposito magno anche subito se volete!”
“Ma come volete che si pensi a mangiare in un momento come questo”esclamò indignato Stenterello
“Non vedete che il Re Carnevale è gravissimo? Presto.....”
“Calma, calma,”replicò Arlecchino
“ora mi accingerò a visitare l'ammalato. Gli tocco il polso sinistro o destro?” La gamba o il torace? Gli faccio una puntura, cento punture? gli toglierò il fegato “
“il fegato!!???” disse spaventato Stenterello
“oppure gli tolgo la milza, il cuore, i polmoni, l'orecchio destro, il ginocchio sinistro? Infermiere presto a me gli attrezzi!!”
A questo punto il Re Carnevale spaventato da tutti quelli spropositi, si alzò dal tavolo.
“Ma che dottore hai chiamato??!!” rivolto a Stenterello
E prendendo il mattarello lo rincorse fino all'osteria dove si scolò litri e litri di aranciata, mangiò quintali di pastasciutta, torte, frittelle fino a scoppiare.
Arlecchino e Brighella si sedettero comodi comodi alla tavola imbandita e mangiarono mangiarono mangiarono per tre giorno e tre notti fino a scoppiare”



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